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03 June 2010

05 January 2006

Chi è che lavora il primo dell'anno????

Passandoci verso sera nn ho resistito e ho scattato delle foto...chi mai lavorerà a quell'ora, in quella stanza, di quell'edificio a Roma, il primo giorno dell'anno???

ih ih ih...

04 January 2006

Happy New Year from Rome.

_BUON ANNO A TUTTI!!!
Da pazzi decidiamo di partire per Roma il 30 di dicembre...e così ci ritroviamo la sera stessa catapultati sull'espressso per Salerno in partenza da Torino Porta Nuova alle 24:15...che viaggio ragazzi, per nn parlare del ritorno. Le FS italiane nn si smentiscono mai. Cmq Roma si rivela sempre più affascinante, con gli addobbi natalizi per le strade e l'atmosfera festaiola che si respira. I romani però nn ci sono, infatti preferiscono passare le feste con amici e parenti a casa, troviamo così solo turisti da tutto il mondo che visitano i più celebri monumenti. Come noi, non curanti della pioggia, ci facciamo tutti (o quasi ) i monumenti ripercorrendo un'itinerario tutto speciale, visitiamo cioè i luoghi teatro dei film più famosi girati a Roma. Intendo: Vacanze romane, Pierino torna a scuola, Gigi il bullo, Tototruffa '69, Thomas Millian vari, Fratelli d'Italia, Vieni avanti cretino, Innamorato pazzo, la pubblicità di natale della Tim ecc...tutti film impegnati nn trovate? ;-)
cmq Roma è Roma, da visitare in tutte le salse: sole, pioggia, neve, vento ( beh meglio con il sole).Non finisce mai di stupirmi.
ecco alcune immagini della minivacanza:





















p.s.
un grazie a Melo Ito ( SAI PERCHè??) e Elena, Jmaya e jorjo.
MI RACCOMANDO COMMENTATE!!!!
all photos made by delgiu & elena.

26 October 2005

Renzo Piano a Roma_parco della musica.

MAchecefrega.....



E dopo la conferenza di Toyo Ito, visto che eravamo vicini, che fare? Tutti a visitare l'auditorium dell'architetto genovese, che realizza progetti in tutto il mondo e qualche volta anche nel bel paese. Provate a visitare il sito del RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP per provare a contare le opere realizzate e in fase di progetto....ok, io e Melo prendiamo la macchina, gli altri a piedi, nn perchè siamo sfaticati, ma era solo per avvicinare l'auto all'auditorium( seee...). Ci ritroviamo nel bel mezzo di una conferenza della FIAP, federazione italiana agenti immobilari professionisti...la conferenza è appena finita anche lì e noi allora da buon intenditori cerchiamo di intrufolarci...tanto chi te controlla??? aspè....parte il buon vecchio Massi, si intorta una segretaria e poi a seguire un usciere che sembra appena uscito dai film di Sordi, ma ci mandano dall'altra parte...lì ci riproviamo...ma veniamo fermati da baldi giovani che nn ne vogliono sapere del nostro:" siamo studenti di architettura, vorremo vedere l'interno dell'auditorium"....ci rimbalzano alla fine ad un bancone con una tipa che ci dice che nn si può entrare perchè stavano per iniziare le prove dello spettacolo...vabbè...proprio ora...manco li fanno uscire gli altri che cè a ruota un'intera orchestra che freme???? mah..."Ragazzi, se vi interessa cè il museo archeologico sualla casa romana trovata durante il cantiere dell'auditorium"....si...a noi frega un ***zo...però la tipa e gentile e ci andiamo...

A Roma si sa, scavi qualche metro e trovi resti romani...così è stato per questo progetto...è stata rinvenuta una villa romana del VI secolo a.c., da lì si è deciso di modificare il progetto iniziale, aumentando l'angolo tra gli assi delle tre sale concerto, per icludere il museo che ospita le rovine trovate sul cantiere. ah si...il progetto di Renzo Piano è costituito da tre sale che hanno una loro caratteristica propria. Queste casse armoniche sono strutturalmente separate per favorire l'isolamento acustico...sembrano tre grandi mouse, o calabroni egizi staccati dal terreno...L'auditorium è un intervento urbano complesso, ma ricco e intenso, tramite il quale si è realizzata una città della musica a Roma....è bello si...ma se nn riusciamo a entrare ci perdiamo il meglio....cavolo....Quest'estate ho visitato quello di Ghery, e mi sarebbe piaciuto vedere questo di Piano e determinare il vincitore tra i due....Vabbè...Non potendolo apprezzare appieno, proseguiamo per una salita che porta dietro ai tre calabroni...Saliamo su per le scale antincendio e qui possiamo fotografare il dettaglio della struttura in legno lamellare del guscio esterno, chiamata "ricciolo". Dietro all'auditorium vi è un parchetto, molto carino , forse perchè nuovo, dove i bambini del quartiere possono giocare tranquilli lontani dal traffico e immersi nel verde...io e ele ci riposiamo un attimo su una panchina, mentre massi tenta di lavarci con l'acqua della fontanella...

Una struttura del genere non poteva essere costruita nel denso centro storico di Roma. Il luogo scelto per l'edificazione dell'auditorium è situato nella leggera pianura che si estende tra le rive del Tevere e la collina dei Parioli, tra il villaggio olimpico ( no Pier, nn il tuo a Torino) costruito per i giochi del 1960 e il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio progettati da Pier Luigi NERVI. Il sito così decentrato presenta il vantaggio di poter accogliere e gestire con facilità un grande afflusso di pubblico ( grazie alle vicine infrastrutture preesistenti), ma anche quello di occupare uno spazio che ha rappresenatto per lungo tempo una sorta di frattura artificiale, un "buco" nel tessuto cittadino. La città della musica diventa così un nuovo elemento urbano, con un parco di 30000 mq dove sono stati piantati 400 alberi. Piano lavora spesso interagendo con la natura del sito e il dettaglio e la leggerezza fanno di lui il nostro orgoglio nazionale. Provate a guardare le opere di Piano, oltre al maniacale studio dell'esecutivo, del particolare studiato fino al bullone, le sue architetture sono leggere, i piani si staccano l'uno dall'altro e acquistano un nuovo elemento, l'aria insieme alla luce diventano materiale.

Se volete visitarlo: fermata della metro in piazza del Popolo, poi bus direzione Via Guido Reni.

L'unica cosa che ci rimane da fare sono le foto ricordo sulle gradonate. Stavolta nn siamo riusciti ad entrare, in compenso ci siamo scofanati l'impossibile al ristorante dell'auditorium, torta sucker compresa, che era dai tempi di Vienna che nn la magnavo...Gnammm!!!

all photos MADE by CARMELO_

21 October 2005

MADEinJAPAN.




Roma_15 ottobre 2005
Conferenza “ Post-Sendai Mediateque” _Toyo Ito in Italia.


Andare per la prima volta a Roma e trovare il mio architetto preferito, il maestro giapponese Toyo Ito.
La conferenza si svolge al Maxxi il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 2, attualmente in fase di ampliamento con il cantiere di Zaha Hadid. Partiamo con Massi da casa sua, direzione zona Auditorium prendendo la metro. Scendiamo in piazza del Popolo, famosa per le feste per la sera di S.Silvestro e poi tram, fino al palazzetto dello sport di Nervi. Arriviamo davanti al Maxxi puntuali, Melo ci aspetta da un pò con la sua fida digitale. Cè già un po’ di gente davanti ai cancelli, nn fanno ancora entrare, ma ..toh guarda…cè una facia conosciuta…è Gili, l’assistente di Apo al primo anno di laboratorio ( quando insieme a lui c’era anche il grande Truciolo)…ne è passato di tempo…si ricorda ancora di noi made( Massi, dADe, Elena). Aspettiamo un po’, massi riconosce tra la folla la figlia di fucsia….
e dalla strada vicina chi ti arriva? Toyo Ito in persona con un altro gruppetto tra cui un japu. Che emozione, è proprio lui….ok, una volta entrato il maestro possiamo entrare noi piccoli mortali. Passiamo il primo cancello, il primo step è superato. Cè però un problema, se nn hai la prenotazione nn entri… COSA???? Ma noi arriviamo da Torino ( si vabbè siamo venuti a Roma anche per vedere altro…). Hanno adibito una sala cinema vicino per vedere la conferenza su schermo…si vabbè…ma così sembra di stare a casa e vederlo in tv…eh no…dall’altra parte cè Apo, che è riuscito ad entrare perché ha i suoi ganci….gli facciamo cenno ma ci fa capire che nn può fare nulla….allora qui scatta il genio di massi:” diciamo alla tipa che siamo fotografi del Poli di Torino e dobbiamo fare un servizio!”…ok…la tipa ci casca…almeno sembra…e passiamo il secondo cancello… grazie alla macchina fotografica professionale di melo…siamo nel cortile del Maxxi, dove hanno montato uno schermo a led in cui nn si vede un’emerita mazza…. cavolo…. cerchiamo di passare l’ultimo step, ma la tipa stavolta nn ci casca:”eh no ragazzi, per le foto ne passa solo uno di voi!”… così entra il mitico melo, ufficialmente nominato fotografo professionista da quel momento... la conferenza ha come titolo Post-Sendai Mediateque, il titolo sta ad indicare il tema della giornata, cioè si parla dei nuovi progetti di Toyo Ito dopo la Mediateque… L’architetto, a differenza di altri, è diventato famoso dopo questo progetto e ha investito tantissimo in ricerca con al R maiuscola, nuove geometrie, nuovi materiali e nuove soluzioni strutturali e tecnologiche fanno di Toyo Ito l’architetto del momento… La conferenza è interessante, Ito parla in giapponese e viene tradotto dal japu visto prima in italiano. E’ interessante vedere il materiale inedito dei progetti che seguo sulle riviste da quando abbiamo fatto il laboratorio di *occo, tre anni fa, con il mitico progetto di Torreveja. Le immagini scorrono intervallate dai commenti del simpatico Ito: render, modellini , filmati, diagrammi, concept e immagini dei cantieri.
Tutto è fantastico, i progetti uno più bello dell’altro. Ito ci fa sorridere diverse volte, con la sua naturale serenità nel parlare, come quando parla del parco di Torreveja. Il progetto composto da tre elementi organici a forma di conchiglia, è completo solo per un terzo, cioè il denaro stimato per l’intero parco basta a malapena per uno solo dei tre padiglioni….ora stanno cercando i fondi per realizzare gli altri due…ma se Ito nn avesse spinto la committenza fin dall’inizio, ora nn avremmo il suo capolavoro di tecnica e struttura.
La conferenza si conclude con le domande, io e massi ci guardiamo in faccia:” ci imbuchiamo?”..ok, passiamo da dietro, entriamo nella mostra di Toyo Ito intitolata 1 to 200, the process in architecture, passiamo oltre una mostra di Paolo Soleri (magnifica, la descrizione in un’altra puntata) e arriviamo all’ultimo step che ci divide da Ito, una porta sorvegliata da due belle fanciulle…una ci manda di casa, l’altra capisce la situazione e intenerita da massi:” dai ci lasci entrare, ormai sta finendo, l’aula si è svuotata” ci lascia passare. Siamo dentro!!!!!!finalmente!!!ritroviamo melo e apo che stanno scattando le foto a Ito, a pochi metri da lui mentre il maestro finisce di rispondere alle ultime domande….melo quel giorno farà 440 e passa foto….ok, è tempo di martellare Ito per l’autografo sulla monografia…lascia la stanza per fare un giro fuori…noi ci facciamo qualche foto dietro di lui…poi gli fanno un ‘intervista con tanto di videocamera professionale e microfono, visita la mostra e poi ritorna nell’aula della conferenza…il tutto nel giro di un’ora…e noi sempre dietro a seguirlo…arriviamo e pronti a scassarvi dal ridere…scena fantozziana, becchiamo Apo che si mangia i pasticcini di Ito ( tanto lui nn ne mangerà neanke uno). Ok, sono in fila per l’autografo…per l’emozione compio un gaff..invece di chiedere a Ito se poteva scrivermi in giapponese la dedica, gli chiedo se lui riesce a scrivere in giapponese….mi guarda e si scassa dal ridere…troppo simpatico…veramente…finalmente ho il suo autografo sul mio libro monografico della mediateca di Sendai!!!!…..lasciamo Ito andare via ma finalmente ho incontrato e parlato con lui…mai avrei immaginato di riuscirci….pensare che ha lo studio a Tokyo…e lo becco la prima volta che viene in Italia….a Roma….the world is so little!!

20 October 2005

Sabato sera dal Podista.



Trovarsi a Roma tutti insieme a cena in una tipica trattoria per un totale di 20 persone: 3 romani e gli altri provenienti dal resto d’Italia….tra cui Torino e Calabria….

Apo, direttrice del *axxi, Elisa, Vito, Isabella, Carmelo, Elena, Angela, Alberto, Stella, Daniele, Silvio, Marco, Massimiliano, Vale ( Burlani), amiche di vale……GRAZIE PER LA FANTASTICA SERATA ROMANA!!!!!

MADEchèAò!



_Trasferta a Roma.


Scusate la pausa del diario californiano, presto riprenderà con la puntata su Culver City. Mi concedo di prendere una pausa temporale, per descrivere i giorni passati a Roma tra il 13 e il 16 ottobre 2005.

Tutto è cominciato quando un componente Made inizia a lavorare in un famoso studio di architettura a Roma: “ dai ragazzi, venite a trovarmi!”, questo ancora prima di andare in California, si parla infatti dell’estate di quest’anno…da ritardatario che sono mi decido di partire alla volta di Roma solo ora, viaggio organizzato da *lena e *tella ( compagne di avventure).

Scopo del viaggio: visitare lo studio Fucsia( eh eh), conferenza di Toyo Ito, mostra di Paolo Soleri e visita della capitale ( ah, si , andare a trovare *assimiliano no?).



_Na passeggiata de salute!



Giovedi13ottobre_Tralascio la descrizione della giornata turistica per arrivare al succo. La serata inizia con cena da massi, con *armelo e *lena ( più conoscenza dei mitici coinquilini del nostro amico Made)…Sms in arrivo da stella: ci becchiamo stase?
Ok, dopo una pasta all’amatriciana una passeggiata ci vuole proprio. Incontro alla Coin, landamark di riferimento e punto di incontro per i giovani Romani, in zona S.Giovanni in Laterano….Qui facciamo conoscenza con il fautore di tutto ciò, Daniele, amico di *tella. Romano de roma, occhi azzurri e capelli lunghi, esordisce con :” Ragà, stasera ve porto a vedè l’ottava meraviglia der monno”….”cè solo un problema, bisogna scavalcare!”. Noi ci guardiamo attoniti l’un l’altro e io pensieroso nn dico niente, pensando a *assi e *armelo che nn volevano fare tardi perché il giorno dopo avrebbero lavorato. Loro accettano e io che faccio? Ma seguo a ruota naturally.
Si parte, e tra una via e l’altra la macchina, caricata con 6 persone, con *lena che ormai faceva parte del tettuccio, parcheggia vicino ad un paninaro. Scendiamo e spavaldi scherziamo tra noi ancora inconsapevoli della scalata che ci avrebbe aspettato. Daniele ci fa notare che il muro è dietro di noi, un muro di mattoni alto almeno tre metri e mezzo, assolutamente privo di appigli. Lui parte, piede sinistro su un cestino della monnezza, piede destro tra una fessura nel muro, e poi uno due , sforzando con le braccia su in cima, arriva dall’altra parte….si ma dove???cosa cè lassù? E poi …nn cè un’altra via per arrivarci?? O meglio, :”cazzo anche noi dobbiamo scavalcare questo Everest?”. Daniele ha i modi di fare giusti, adatti alla situazione, in questi casi l’esperto deve calmare il resto della crew, e lui lo fa bene. Ci convince che è più semplice di quel che sembri e poi cala giù una scala a pioli…cavolo, è organizzatissimo…allora la sequenza è : *tella, *lena, *assimiliano e *armelo…e io? L’ultimo da qui in poi, per mia sfortuna, ma fiero di esserlo stato. Infatti il primo e l’ultimo a scavalcare sono quelli che si fanno il mazzo maggiore…tutti e due devono scavalcare senza scala….allora la prendo e con fatica la passo su agli altri e poi, nn so neanche io come, arrivo su tutto da solo…ok, sono carichissimo, allora dove siamo???ma nn si vede niente…a meno che..aspetta…si vedono dei ruderi…la notte nn ci si può entrare….zona circo massimo…ma sono i Fori IMPERIALI…azz, siamo entrati a sgamo nei fori…avemo sforato i fori….ok, calma e cold blood, seguiamo Daniele o ci perdiamo….così ci ritroviamo a camminare per i ruderi mastodontici dei fori, senza sapere dove sarebbe stata la vera sorpresa….L’erba è alta , altissima e bagnata.. quindi si scivola parecchio…proseguendo arriviamo ad un altro ostacolo, un cancello e una rete…di nuovo stessa sequenza di prima ma senza la scala, facendo attenzione a nn scivolare e al filo di ferro che spunta dai bordi del cancello, ovviamente chiuso con un lucchetto. L’avventura inizia a farsi sempre più interessante…anche l’architettura cambia avvicinandoci alla meta, si fa sempre più fitta e iniziano a vedersi fontane, scale e vegetazione curata…Questi luoghi sono infatti aperti al pubblico durante il giorno, ma rigorosamente chiusi la notte…ma se ci beccano i custodi?”Giochiamo a nascondino tra gli alberi, tanto i due custodi hanno così scazzo che neanche ti rincorrono”risponde Daniele. Ok, abbiamo tempo per qualche foto dove cè qualche lampada che ce lo permette, grazie alla canon super professional di melo…
Passiamo davanti ad un portone di legno ben illuminato, a cui dobbiamo fare molta attenzione causa guardiano dietro di esso. Si sale ancora un po’ e si scavalca l’ennesimo cancello….ed ecco finalmente la meta…un belvedere che permette la vista contemporaneamente a tutti i fori imperiali sottostanti e ad una splendida visuale di 180 gradi sulla Roma notturna, dall’altare della patria al Colosseo. UAU, che roba…ne valeva la pena…Melo parte a fare un servizio fotografico a questo panorama, intanto noi ci godiamo il silenzio dall’alto dei fori osservando il caos sublime che avvolge una Roma ormai dormiente come una calda coperta. Qui fantastichiamo sul futuro, su ciò che vorremmo fare una volta laureati, e su altre mille fantasie, sino a quando il freddo nn ci obbliga a ritirarci…Tappa con visuale sul circo massimo sulla strada del ritorno, ed ennesimi cancelli e reti da scavalcare. Io mi concedo di imitare uno dei miei attori preferiti, Alberto Sordi, che nel film Il marchese del Grillo, omaggia le rovine della Roma imperiale (oh, ci voleva, e poi con quel freddo….ce semo capiti no?). Ok, arriviamo al fatidico primo muro, l’everest, che ormai si è popolato di giovani che mangiano i panini del paninaro e che ci guardano stupiti mentre scavalchiamo il muro. Io mi ritrovo di nuovo ultimo e quindi devo fare senza scala…piano , piano, ecco..così…via…atterro in piedi al di là del muro. Sono contento di essere sano salvo, nn solo io ma anche tutti i miei compagni scalatori. Questo muro ci è servito o ci servirà a capire che nella vita l’impossibile e nulla…insomma, se uno si impegna a voler fare qualcosa, fino in fondo, ce la farà sicuramente. Quella sera noi tutti volevamo scavalcare quel muro, forse curiosi di vedere cosa ci fosse stato al di là di esso, o solo perché quel gesto ci avrebbe fatto ritornare a quando da più piccoli, le incoscienze erano all’ordine del giorno.

Per tutti quelli che volessero visitare i fori imperiali durante la notte, abbiamo scattato una foto del fantomatico muro…sta a voi trovarlo…basta rileggere la puntata per ottenere indizi preziosi….
Ah belli!!!!!!