Quest'estate oltre ai Simpson, nelle vetrine di Los Angeles c'era anche un'altro personaggio....Spongebob!!!! che ne dite della rivisitazione MADE by me e JorJo???
06 November 2005
Spongebob non solo in California.
Quest'estate oltre ai Simpson, nelle vetrine di Los Angeles c'era anche un'altro personaggio....Spongebob!!!! che ne dite della rivisitazione MADE by me e JorJo???
Made in sci_arc Los Angeles.
un ragazzo japu ( lo deduco dai caratteri che nn riesco a decifrare dal suo blog) studente alla sci_arc che pubblica interessanti notizie su Los Angeles, l'architettura, il design, la grafica e vita quotidiana....non solo architettura...mi ricorda un blog...eh eh eh
se cliccate in basso a sinistra english here, potete leggere il blog in lingua potabile.
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15_08 Pier 's house.
E’ ferragosto, ma noi lavoriamo lo stesso…almeno finchè le due mostre nn sono completamente allestite. Il nostro lavoro nn è così facile come sembri, infatti quando ti trovi in una città che nn conosci bene, per lo più straniera, ogni piccola cosa diventa un grande problema.
Arriviamo all’IIC abbastanza puntuali, ma la direttrice ci fa un mazzo di avvertimento…infatti è lunedì e vuole che la mostra sia allestita entro due giorni…umm…ha anche ragione….ma noi ne dobbiamo allestire due…ma si dai!!!Iniziamo con un rilievo della sala Italia, dove esporremo le nostre tavole…con il metro in pollici…ah si, in America ve lo scordate il sistema metrico decimale…qua si progetta in inch, feet, miles e si beve in gallons…eh già…Truciolo però ci dice che dopo un po’ che hai preso la mano si rileva più facile progettare con il loro sistema…Comunque siamo organizzatissimi, io e truciolo prendiamo le misure e dag restituisce il tutto con una piantina in cad, dopo esporta in sketchUp e fa anche dei render…tutto con le misure in pollici…la direttrice è commossa…in tutta la sua carriera nn ha mai avuto un rilievo così cool… 
E’ già arrivato mezzogiorno, dobbiamo volare alla Sci_arc, sulla Santa fe, dall’altra parte della città…perché la biblioteca dove esporremo chiude alle 17 e dobbiamo rilevare anche dall’altra parte… ok, anche qui parte il team in azione e ce la sbrighiamo in fretta…ora resta da decidere come allestire…per la sci_arc optiamo per dei chiodi a cui appendiamo le tavole che hanno già le asole trasparenti, visto che i muri sono abbastanza solidi e *endy ci ha dato il permesso di bucarli…per le locandine invece utilizzeremo delle pins trovate al negozio dei modellini vicino alla sci_arc, dove tutti i giovani iscritti a questa facoltà si riforniscono. negozio di modellini Il negozio dei modellini è a due passi, in un quartiere che sta riprendendo identità, dove piccoli studi di architettura stanno aprendo i battenti e gallerie d’arte fioccano ad ogni angolo della strada. Il negozio è una figata, trovi ogni tipo di materiale, forex, laminil, balsa, carta , cartoncino, legno , metallo ogni tipo di colla, alberi di tutte le misure e i fantastici omini che finalmente tocco con mano, dopo averli visti nei modellini nelle mostre e alla biennale di Venezia…Non li ho mai trovati da nessuna parte…nn li compro però perché sono un po’ cari…Vabbè, facciamo i nostri acquisti…dag compra un cd di zaha hadid, Apo un libro della sci_arc e io e Pier materiali per fare i modellini che qui in italia neanke se li immaginano…Ci mancano però i chiodi, lo scotch e dei gancetti per l’altra mostra all’IIC…ah si…per l’istituto italiano di cultura abbiamo optato per della lenza da pesca e dei gancetti ad S di acciaio…che grande errore…. Per comprare questi pezzi cambiamo zona, ci dirigiamo ad un Home Depot, un megastore con tutti gli articoli per la casa e il fai da te...
E’ una specie di Brico Center....ma moooolto più grande e fornito...ci puoi girare con la bici...scherzo...Ok...entriamo dentro e ci dividiamo...io cerco gli steel hunks ma per caso trovo anche il nastro adesivo....L’home depot è un grande magazzino, con gli scaffali alti almeno sei metri…come quelli dell’Ikea al piano terra, prima delle casse. Ok, troviamo tutto, anche la fish line, manca solo qualcosa da mettere sotto i denti…ma non abbiamo tempo per pranzare…quindi, via alla ricerca di uno star bucks…
Da quando sono in Italia questo posto è una delle tante cose che mi manca dell’America…gli star bucks sono una catena in franchising dove puoi fare colazione, merenda e leggere un libro, andare su internet con il tuo laptop ecc…sono ovunque…allo star bucks facevamo tappa fissa ogni mattina, quando nn avevamo tempo di collazionarci a casa di Pier, io e Dag andavamo a scassarci un bel tall cappuccino e croissant cioccolatosi…Questi star bucks prendono forma nell’era dei fast food, leggi mac donald’s su tutti (poi ci sono i denny’s, wendy’s e vari figli), staccandosi di netto per qualità, architettura di interni e tranquillità…tutti gli americani ci vanno ed escono fuori con il loro mega cappuccino in mano che si portano dietro specialmente in macchina…dove rigorosamente cè un vano circolare dove posizionare il bicchiere nella plancia vicino al cambio…ce l’hanno tutte le macchine….Praticamente sono quei bicchieroni di cartone, con il tappo e cannuccia che gli americani consumano a quantità industriali…Vabbè…però noi dobbiamo pranzare, nn fare colazione…beh ci accontentiamo e io prendo una bottiglietta di vetro ( mi sa di meno industriale e più artigianale)con dentro del caffè freddo e una torta alla vaniglia…buona però…
Ok, arriviamo all’IIC il pomeriggio e iniziamo ad allestire…qui nn possiamo inchiodare le tavole, perché i muri sono di cartongesso, leggi cartapesta che con un soffio li butti giù…dobbiamo per forza escogitare un altro modo…allora utilizziamo dei binari a t capovolta di acciaio presenti sul soffitto che corrono lungo i lati della stanza…qui appendiamo i 2 gancetti e altri 2 gancetti sulla tavola, quindi quattro gancetti per tavola…i gancetti sui binari fanno si che la tavola sia sospesa tramite la lenza da pesca e staccano dal muro la tavola, lasciando un bel effetto di vuoto tra la tavola e il muro…Ok, è un po’ incasinato, ma realizzare il tutto è ancora peggio…Truciolo ci spiega da buon boyscout professionista come fare i nodi a cappio ( sicuramente ho sbagliato, pier correggimi pure se erro) e da lì ci improvvisiamo marinai provetti facendo nodi a nn finire….la tortura principale è fare in modo che la tavola rimanga in equlibrio e dritta…non solo, che le tavole siano distanti tra loro e dal soffitto con distanze precise calcolate precedentemente con il rilievo fatto in cad…nn siamo mica dei caciottari…beh quasi…a parte gli scherzi l’allestimento procede bene… Foto dell’allestimento. La direttrice ci viene a fare visita, entusiasta più per l’allestimento che per il materiale esposto, propone a Truciolo un lavoretto da architetto…vuole rivalutare e dare una botta di vita alla facciata dell’IIC, in particolare all’entrata della scuola dove si studia lingua e cucina italiana….allora via, a rilevare anche la facciata…tanto ormai siamo esperti…il rilievo è fatto con una bindella…altro che i rilievi che facevamo ai geometri con total station e prisma, vero DAG?...cmq quello abbiamo e il lavoro è accettabile…ora nn so se poi Truciolo questo progetto lo ha portato avanti…spero di sì, perché sotto il punto di vista illuminotecnico e dei materiali aveva delle grandi potenzialità…il progettino dovevamo farlo a los angeles la sera, ma nn si riusciva mai perché una volta arrivati a casa di Pier si giocava alla XBOX con Micah e Jennifer e si beveva come dei vikinghi!!!!
La giornata di lavoro deve essere premiata, e allora perché nn andare a mangiare ( visto che il pranzo è stato da fachiri) nel più bel ristorante della zona? Da dove esce sempre un bel profumo di bistecca da farti svenire??? ma si dai, tutti da Palomino!!! azz, ma qui è veramente un posto da ricchi, però è il comply di Pier e allora ci sta proprio alla grande…peccato per i prezzi…veramente alle stelle…e poi i piatti nn sono neanke un grankè…ma che cavolo…ma il profumo di bistecca da dove diavolo arriva? Cosè tutto finto…ah no, i nostri vicini di tavolo ce l’hanno, solo che noi da poveri mortali siamo andati sul menù semi–turistico…e ci siamo beccati i piatti pacco…vabbè…dopo una passeggiata per il centro e relativo cookies di mezzanotte è ora di dirigerci verso Sylmar, dove cè la casetta di Pier…
E’ qui che alloggeremo di ritorno da San Francisco, dopo aver scoperto che i fondi promessi dal Poli si sarebbero estinti a metà del viaggio…no, nn è che siamo spendaccioni…quasi…Ok, è ora di visitare casa di Pier!!!! Mi scriveva com’era via mail, prima di partire…cavolo, era proprio come me la immaginavo!!!! Entriamo e Jennifer ( mogliettina di Micah) appena ci vede fugge in camera…cosè…era nuda?o forse struccata??? Ad accoglierci quindi è Dude, fantastico cagnolone della casa, un vero cucciolo, giocherellone!!! E’ un ambiente troppo carino, finalmente visitiamo la casa di veri americani….cè solo un po’ di confusione…solo un po’…a livelli dello studio di un nostro amico…eh eh eh…andiamo in camera di Truciolo per collegarci a Internet…in America tutti viaggiano con la banda larga e il wireless…tutti in casa ce l’hanno…è più facile avere internet veloce che una tv via cavo…Jennifer e Micah nn ce l’hanno, in compenso usano la loro tv per guardare la miriade di dvd della loro collezione e giocare con le centinaia di giochi per Xbox e game cube….beh praticamente mi trovo a casa mia, stesso ambiente…tranne che per la confusione a cui Pier nn riesce proprio ad abituarsi….Dopo un po’ facciamo la conoscenza di Jennifer, che si presenta con una canottierina con su scritto a lettere cubitali VAGINA…cavolo…ma eri scappata in camera prima per quale motivo? Cosa avevi addosso prima? vabbè…io e dag ci pieghiamo dal ridere...poi Pier ci spiega che la canottiera riprende un telefilm americano…si vabbè…ma noi nn ce la facciamo lo stesso a nn ridere…Jennifer è una brava e bella ragazza dai lineamenti orientali…grande bevitrice…io e lei abbiamo in comune praticamente tutti i film che abbiamo visto…sono gli stessi…Poi arriva Micah, di origine vichinga e che ha vissuto alle hawai per diversi anni insegnando surf…cosa???surf…ma il mio sogno è FARE SURF…..azz…nn devo perdere questa chance….è l’occasione della mia vita…fare surf, con un professionista, in CALIFORNIA…e che voglio di più??? Volete sapere se il mio sogno si è realizzato???continuate a leggere il blog e nelle prossime puntate lo scoprirete…cmq come first impact jennifer e micah e dude sono stati fenomenali…mitici!!!!
all Render MADE by Dag, il primo studente di architettura del Vale ad aver scoperto e utilizzato sketchUp!!!! Diamo a Cesare quel che è di Cesare!!!
P.s.presto pubblicherò le foto degli allestimenti all'IIC e alla SCI-ARC...ho avuto dei problemi con il dvd, il mio pc nn me lo legge più...le andrò a recuperare da Apo... a presto
06_11 Buon compleanno Carmelo!!!!
04 November 2005
14_08 Culver City.

Finalmente riprende a grande richiesta (tra tutti la Ste che dal ritorno da un sopralluogo di progetto ad Aosta me lo ha ricordato) il diario made in california, spaccato di vita quotidiana di quattro italianotti nell’estate del 2005. Con il viaggio a Roma e gli impegni presi, in questo periodo il blog stava prendendo una via trasversale, stava diventando uno zibaldone degli eventi che si susseguono…ma chisennefrega..va bene così…la spina dorsale rimane il viaggio in California, ma ogni tanto verrà condito con quello che succede tutti i giorni e merita di apparire sul blog…( leggi “roba interessante”).
E’ domenica mattina, Apo ha invitato la direttrice del’IIC ( Istituto di cultura Italiano di Los Angeles) a visitare Culver city, un distretto progettato interamente dall’architetto eric owen moss… ormai nostro conoscente ( nn lo definisco ancora amico per nn cantare vittoria)… La direttrice ci dà picche, ma noi ci andiamo lo stesso... se vuoi sconfiggere il tuo nemico lo devi conoscere!!!!! Nel 1992 va in onda la rivolta di Los Angeles, i primi scontri interrazziali americani vanno in mondovisione sulla CNN. I confini mai dichiarati dei quartieri dei neri e dei latinos, la recessione reaganiana e la disoccupazione disperata sono le cause degli scontri con la polizia. La rivolta ha innescato il via ad una metamorfosi che è ancora oggi in corso a distanza di 13 anni… Invece che dalla catastrofe naturale del Big one, la metamorfosi urbana nasce dall’aumento dell’immigrazione asiatica e latinos ( la California è il primo stato dell’Unione a maggioranza nn bianca).Si assiste quindi a due generi di fenomeni costruttivi…da una parte un erosione e mutazione delle tipologie abitative esistenti, degli spazi pubblici e dei vuoti urbani, attraverso i fenomeni di autocostruzione avviati dalle diverse etnie ( latinos tra tutti, mexican control, per la felicità di Laura “sombrero”); che a maggioranza silenziosa è capace di condizionare i modi di vivere e di esprimersi di tutta la popolazione. Dall’altra parte abbiamo l’evoluzione architettonica di “gente” come Gerhy, Morphosis, Ro.To, Israel e Moss; che hanno saputo raccogliere e materializzare, dagli anni 80, i segnali dei mutamenti in corso.I maestri citati creano modalità rappresentative nuove all’interno dell’architettura americana, rompendo quel muro di silenzio innalzato soprattutto dalla cultura della East Coast che relegava la produzione californiana a espressione locale a metà tra il regionalismo pragmatico e il kitsch dei grandi cenrti commerciali. Negli stessi anni veniva aperta la SCI_ARC, neonata scuola di architettura losangeliana e luogo di incontro e formazione per una nuova generazione di giovani architetti. Le architetture di Moss e Morphosis vengono all’inizio interpretate come espressione di un realismo sporco che testimonia la precarietà, la dissoluzione e la crisi della città contemporanea. Il segno grafico e le strutture ritorte di acciaio sono simboli della disperazione dell’architettura contemporanea.
Sotto questo profilo appare significativa l’eperienza di Moss a Culver city che durante gli anni novanta crea con una serie di microprogetti, le linee per un masterplan di tutta l’area urbana. Culver city è una delle “isole” dell’arcipelago LOS ANGELES, è localizzata alle spalle di Santa Monica, a pochi minuti da Beverly Hills e da Hollywood, chiusa a tenaglia dalla San Diego Freeway e la Santa Monica Freeway…Era un’ area residenziale medio borghese con delle piccole industrie, ma contatto con un altro quartiere abitato prevalentemente da neri immigrati, che è fra quelli segnati dai riots del 1992. Un area priva di identità sociale ed economica che cambia quando i 2 imprenditori Frederick e Laurie Samitaur, con Erik Owen moss lavorano insieme. L’area diventa un grande laboratorio di progettazione architettonica, che darà all’area 30000 mq in spazi per la nuova industria dell’informazione e dell’enterteinment hollywodiano. Il lavoro di Moss è su due livelli: il dialogo con la materia povera delle architetture locali, il ferro, l’acciaio, il legno, i rivestimenti sporchi ed economici; dall’altra parte c’è il ripensamento dell’edificio inteso come risorsa, tipologia mutante, scatola attraente capace di raccogliere domande economiche e sociali in costante cambiamento. Il corpo di fabbrica, per quanto anonimo, nn viene negato, ma diventa il volume da attaccare o su cui aggiungere nuovi elementi, stabilendo un dialogo tra edilizia ed anomalia. Le nuove fabbriche metropolitane acquisiscono un ‘identità con il nome: the Box, the Stealth, the Pterodactyl, the Beehive( no, nn il gruppo dove suonava Mirko in Kiss me Licia) e the Umbrella.
Gli organismi realizzati assimilano il preesistente e portano addosso i segni tangibili della mutazione avvenuta,
corpi in un equlibrio tra finito e non finito creano un’immagine ambigua della dinamicità e mutevolezza dell’architettura contemporanea.
E’ stato costruttivo visitare questa parte di città, al primo anno di architettura avevo acquistato un numero di LOTUS che analizzava in modo esaustivo culver city e mai avrei immaginato un giorno di toccare con mano le opere raffigurate in quell’articolo.. se poi sommiamo l’incontro con due modelle spettacolari, e sottolineo spettacolari perché veramente mozzafiato, che facevano un servizio fotografico ( a proposito Truciolo, poi il fotografo ti ha chiamato? oh chiamalo tu e chiedi i telephone numbers delle due sgnacchere), la mattinata è andata veramente alla grande!!! Mezzogiorno passato, Truciolo ci porta ad un fast food dietro la Ucla, della catena inn e out…è stato fatto da architetti famosi, nn ricordo chi, ma è particolare perché cè una palma che attraversa una pensilina in cemento armato tramite un buco…i colori principali sono il rosso e il giallo , come mac donald’s, riferendosi alle patatine e al ketchup. Allora.... ho una fame bestia, un sano, si fa per dire, hamburger è quello che ci vuole…qua funziona così, ordini alla cassa, paghi e poi ti danno un numero…preparano la pietanza e ti chiamano…intanto puoi prendere da bere…anche più di quello che hai pagato, tanto chi ti sgama?le bevande sono alla spina e lontano dalla cassa.allora le provo tutte, all’inizio timoroso, ma poi Truciolo mi dice :”fai pure, tanto qui in america fanno di peggio”, opto per una strana bevanda, credendo che fosse birra scura, la sputo via perché scopro a mio malgrado che è una coca alla cannella misto vaniglia misto schifo…boh, una pepsi mi salva… Dopo un lauto pranzo…a base di cibo americano…ci vuole il dolce…passeggiamo per la strada pedonale vicina, giriamo l’angolo dove cè il cinema e scopriamo un negozio di cookies…meraviglioso…per un dollaro di danno un dolce composto da due biscotti messi a mò di sandwich con in mezzo il gelato artigianale…per un dollaro…i biscotti sono di tutti i tipi e hanno forma circolare...i gusti del gelato sono i classici: cioccolato, vaniglia, nocciola ecc…Ci fosse stata una volta che Truciolo fosse riuscito a finire sto cookies…dopo un po’ infatti viene un po’ di nausea…
La giornata è bella, è domenica, dove và il californiano medio? In spiaggia no?, che domande! Allora tutti al mare a mostrar le …praticamente ci dirigiamo verso Venice Beach!!! La spiaggia è spettacolare, come quella di Baywatch…scendiamo giù verso il lungo mare e passeggiamo finalmente scalzi sulla sabbia…da santa monica arriviamo a piedi a venice, il sole è calato, è ferragosto…e cosa vediamo laggiù??? un bel mucchio di brava gente fare un rave da paura…che facciamo??? ci buttiamo!! Con noi abbiamo anche Truciolo che con i mille capelli che si ritrova si mimetizza tra la folla e rischia anche di baccagliare…ci saranno una cinquantina di persone, ma dopo pochi minuti se ne aggiungono delle altre e pian piano diventiamo una macchia di persone fuse e fumate che si dilata sempre più…girano bazooka a tutto andare, e la musica tribale che proviene dai numerosi bonghi presenti è la nostra colonna sonora…io filmo tutto con la mia fida videocamera…tanto per avere le prove…anche perché Apo è già da un po’ che racconta questo evento…L’aria si tinge di sapori già conosciuti, vabbè ce semo capiti…ma quando ti diverti e stai bene chi è che ti deve rompere le pall??? Gli sbirri arrivano con i loro fuoristrada sempre stile baywatch e ci sparano gli abbaglianti in faccia invitandoci gentilmente di abbandonare il posto…che cavolo è ferragosto…però effettivamente eravamo veramente tanti…fosse scoppiata una rissa sarebbe stato uno sfacelo.. È ora di cena…stanchi come nn mai( ci siamo fatti da Santa Monica a Venice appiedi!!!) troviamo un posticino per mangiare… scopriamo anche un ostello nelle vicinanze, il primo e unico di tutto il viaggio…deve essere spettacolare…arrivi in california e soggiorni in un ostello per studenti vicino alla spiaggia per pochi dollari…beh, scegliamo un posto very cool per consumare la nostra cena…sembra più una sala giochi, infatti ci sono oltre ai tavoli per la cena, i megaschermi che proiettano partite di footbal ameriacano e baseball e ci sono anche tavoli da biliardo dove gruppi di giovani si cimentano nella carambola e giochi annessi…mi dirigo in bagno perché anche questi sono di solito caratteristici e faccio la conoscenza ( nel senso che vedo) due belle fanciulle giocare a biliardo…le ragazze in california come media sono carine, ma ti becchi certi pezzi rari da collezione che solo qui meritano di esistere ( senza nulla togliere alle nostre mediterranee, beh poi le svedesi, le russe, le tedesche ecc…) Io prendo una super pizza americana, cè di tutto, assomiglia a quelle che compriamo qui nei supermarket e che troviamo surgelate ma è molto più buona…perché è la vera pizza americana..è un po’ un paradosso, la pizza è di Napoli si, ma in america ha preso un’altra via…e secondo me anche qui la fanno bene…è molto più spessa e morbida come pasta…poi vabbè la caricano con tuto quello che cè in frigo…. Torniamo alla macchina, ormai siamo a pezzi…abbiamo parcheggiato in un parking multipiano, solo che nn ci ricordiamo più dovè…mi ricordo che aveva una rete su tutta la facciata…facciamo parecchie volte il girotondo ma alla fine eccolo…un miraggio…ahh, finalmete ci dirigiamo all’hotel, il century club con l’omone nero alla reception di turno di notte ci aspetta….good night….zzzzzz
all photos made by DAG
03 November 2005
Halloween in italy.
L'immagine ritrae l'autore di questo blog e suo fratello...un attacco di zombies sotto casa !!!
eh eh eh, con l'aiuto di fotosciop.
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