22 February 2006

PalaIsozaki.


Ecco il primo video delle olimpiadi:
Scusate la qualità delle riprese ma ho dovuto comprimerlo un pò per uplodarlo in tempi accettabili. Anke le immagini nn sono un grankè perchè quel giorno in piazza Castello c'era il delirio per la fiaccola portata dai tedofori...beh lo vedrete nel video. Tutte le foto sono made by Dag , scattate appena uscito da una partita di Hockey al palaIsozaki( ehehhe). Thanks Bollito!
_Andrea Maffei (capoprogetto della Isozaki&Associates) racconta:
I primi obiettivi che ci eravamo posti, iniziando il progetto di concorso, erano innanzitutto di tipo urbanistico. La possibilità di trasformare un’area così vasta della città appariva come l’occasione di interpretare il linguaggio della città di Torino e non solo di creare un edificio a sè stante. L’area del concorso, svoltosi nel 2001, comprendeva gli esistenti stadio comunale e torre “Maratona”, il prospiciente parco di piazza d’Armi e l’area “ex-Combi” retrostante. L’attuale corso Sebastopoli era previsto da interrarsi per unire il parco e gli impianti sportivi in una nuova cittadella dello sport, come è avvenuto a Montjuic per le olimpiadi di Barcellona del 1992.Nel contesto esistente i volumi dello stadio e della torre fungevano da elementi accentratori e il resto era solo di contorno. Nel nuovo progetto abbiamo puntato a creare un sistema urbano che integrasse i volumi degli edifici e i “vuoti urbani” – le piazze e il parco – in un rapporto dinamico con il resto della città. Torino è caratterizzata da una griglia ortogonale e regolare di strade e piazze. Nel masterplan del progetto abbiamo voluto riprendere il linguaggio ortogonale e tradurlo nel volume rettangolare del palahockey e nel landscape design rettilineo e regolare del parco.La torre “Maratona” preesistente svolge un ruolo accentratore, posta di fronte al parco e al termine di un nastro d’acqua nel quale si rispecchia. Il vecchio stadio è un’opera di architettura molto interessante, con proporzioni azzardate, per contenere in un basso edificio grandi masse di pubblico.Il nuovo palahockey si relaziona al vecchio stadio, che prevedevamo di restaurare e di lasciare allo stato originale, e ne reinterpreta le proporzioni con l’uso di materiali moderni.Il parco di piazza d’Armi viene ridisegnato per interpretare e sottolineare le relazioni dei vari impianti. Un grande prato vuoto riporta le dimensioni del nuovo palahockey nel disegno del parco e una serie di grandi spazi verdi bidimensionali ripercorrono i ritmi e le consequenzialità degli impianti sportivi a fronte. L’esistente corso Sebastopoli viene chiuso al traffico e trasformato in una grande piazza pedonale tra il parco e gli impianti, la nuova “piazza d’Armi”, per consentire la gestione dei grandi afflussi di pubblico e creare un luogo ufficiale e rappresentativo per l’evento olimpico.Il palahockey è composto da un grande volume in acciaio inox di 183x100 metri fluttuante su una base trasparente in vetro alta 5 metri. Le misure dei nuovi edifici sono sempre state relazionate alle proporzioni del vecchio stadio comunale, alto solo 15 metri. A questo scopo abbiamo arretrato la copertura principale del palahockey per lasciare a vista un parallelepipedo rettangolare in acciaio inox, con la stessa altezza dell’affascinante ellisse in cemento del vecchio impianto. La relazione tra un rettangolo scintillante e un volume curvo opaco, con la torre in mezzo, permetteva di creare interessanti tensioni e sfumature visive tra il vecchio e il nuovo. Se avessimo adottato una forma ellittica, spesso usata negli impianti sportivi, avremmo solo riecheggiato il vecchio stadio, mentre la scelta di una forma del tutto diversa ci permetteva di enfatizzarlo e di accentuarne il valore. Le facciate del palahockey contribuiscono al dialogo con pannelli in acciaio inox a bugnature ellittiche che riflettono il vecchio stadio.Per ridurre al massimo l’altezza dell’edificio la pista di hockey è stata posizionata a quota –7,50m e le tribune si sviluppano in parte interrate e in parte fuori terra. Il pubblico accede da quota +0,00m e si distribuisce nella tribuna inferiore o superiore senza l’uso di complesse scale di distribuzione, ma solo con i percorsi interni alle tribune.Il nuovo palahockey è stato pensato con grande attenzione all’uso post-olimpico, come in Palau Saint Jordì a Barcellona, realizzato per le olimpiadi del 1992, che oggi ospita concerti e grandi manifestazioni. A questo scopo è stato progettato un sistema di solaio mobile che si solleva da quota –7,50m e chiude lo spazio interrato fino a quota +0,00m, per creare un’ampia sala di 130 x 61,4m utilizzabile per grandi eventi come conventions, atletica indoor, concerti rock, manifestazioni, sport indoor, fino a 15000 spettatori. A questo scopo le tribune inferiori sono tutte telescopiche e possono impacchettarsi lateralmente per lasciare spazio libero al solaio di sollevarsi con martinetti a spirale. Nella città industriale di Torino si crea una sorta di “fabbrica degli avvenimenti”, progettata nel dettaglio per un’infinita potenzialità d’uso futura attraverso solai e tribune mobili che si spostano e permettono di modificare la distribuzione degli spazi interni in innumerevoli configurazioni.

5 commenti:

dag said...

auauauau
anvedi che fine fanno le mie foto...:D
bhe a sto punto ti do pure quelle della cresima:DDD
ahh
mettici anche il filmato dove han segnato dai:=)
cyauz
- dag -

Er Vito said...

Mamma mia che rapidità: appena detto che mancava Isozaki e... eccolo qua.

E se dicessi che manca un servizio sulle belle atlete che partecipano ai Giochi?

dag said...

quello mi sa che devo farlo io...
si sa che davide mai sbircerebbe altre Atlete oltre a elena...

ah ah ah:PPP
ciauz

Er Vito said...

Hai ragione, è proprio un bravo ragazzo!!!
Però uno strappo alla regola si potrebe anche fare. Che dici?

davide del giudice said...

ragazzi...passateme le foto che vedrò che fare ok???ahahahha