19 March 2006

Shelter in a cart.

_la casa mobile per i senzatetto.



b


E così che a tre giorni dalla scadenza della competition ci ritroviamo io, dag e sandro in aula studio in via boggio a cercare di progettare una soluzione per l'abitazione dei senzatetto. Da mesi il nostro capoprogetto residente a Los Angeles ci spiegava le sue idee via Skype e webcam, man mano che le settimane scorrevano.
Il concorso indetto da DesignBoom, richiedeva una soluzione a questo problema sociale che da decenni esiste ma che nessuno vuole risolvere. O almeno qualcuno ci prova, ad esempio il mitico Marco Berry, torinese, che con la sua trasmissione Invisibili prova a sensibilizzare gli spettatori, raccontando la storia di due Homeless ogni puntata e trascorrendo con loro una giornata intera, mostrando a tutti le loro condizioni di vita e come si guadagnano la pagnotta.

marco%berry

Sono persone magnifiche, che hanno ricevuto dalla vita solo delle porte in faccia. Rifiutano così la societa che a loro volta li ha rifiutati, ma con umiltà e serenità la rispettano e convivono con noi ogni giorno, ai lati della strada, sui marciapiedi del centro, sotto i portici, alla stazione, sotto i ponti. Ma ai nostri occhi sono Invisibli, o meglio, siamo noi che facciamo finta di nn vederli...ma anke loro hanno il diritto di vivere, e allora perchè nn aiutare queste persone che nn hanno avuto la stessa nostra fortuna: una famiglia che ci vuole bene, gli amici, un lavoro, una casa....Il concorso quindi ha come fine l' avvicinamento alla soluzione di quest'utlimo problema, cioè una casa su un carrello, SHELTER IN A CART....A Los Angeles come nel resto del mondo, gli homeless si guadagnano da vivere tenendo pulita la città, raccogliendo le lattine, la plastica e la carta e ricevendo quei pochi centesimi, dai centri di volontariato, che gli permettono di tirare avanti. Girano tutto il giorno, coprendo anche lunghe distanze con il loro carrello della spesa, dove possono mettere i rifiuti raccolti e gli oggetti personali. In Italia è un pò diverso, durante le puntate del programma Invisibili abbiamo visto come l'homeless italiano cerca di integrarsi di nuovo nella società lavorando, l'italiano si sa, si ingegna sempre. Cè chi fà degli spettacolini per la strada, chi suona, chi canta, chi fa il parcheggiatore ecc...Molti sono i centri di volontariato sparsi nelle grandi città che aiutano gli homeless con dei pasti caldi e a volte dei posti letto. Il problema deve essere risolto, e noi architetti abbiamo il dovere professionale, morale di farlo. Non è facile ma neanke impossibile. Il nostro progetto si basa su un sistema che reintegra l'homeless alla comunità tramite il suo lavoro di riciclaggio. L'homeless raccogliendo il materiale riciclabile in una sola giornata, riceve un pacchetto "HOME SWEETHOME" che contiene: le istruzioni per costruirsi il carrello casa, un filo di ferro che serve da supporto per la tenda e il tessuto con rivestimento interno di alluminio per la tenda.

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L'homeless può decidere di costruirsi da sè il carrello, seguendo il manuale e con i materiali di recupero indicati. L'homeless può decidere però di andare avanti con la sua attività di riciclaggio, ricevendo così in una settimana di lavoro il suo shelter in a cart, realizzato completamente con materiali recuperati dall'homeless stesso. ( Per vedere il progetto completo ecco il blog di dag)


c


Noi ci abbiamo provato e il progetto lo porteremo avanti, eccome...Chi vuole darci una mano, sarà accolto a braccia aperte...avete visto con Gotcha quante idee si possono avere per un oggetto così piccolo. Ma i progetti nn devono rimanare sulla carta e per questo a qualcosa servirà la nostra fondazione: A+SURFACE.

d


p.s.
Grazie Pier, Sandro e dag...è stato un piacere lavorare con voi...al prossimo concorso!

3 commenti:

LAmerikano said...

Mi spiace di essermi assentato proprio nel moento piu' importante, ma il negrone mi ha tolto la connessione... comunque pian piano mi sto riprendendo e vorrei continuare il discorso degli homeless, un progetto per fortuna senza onori, per il gusto di farlo, e di fare forse qualcosa di buono...

Dopo tutti sti bei discorsoni pieni di bonta', devo poi dirti che tutte le volte che penso a quel carretto con le ruote da bici, adesso quando lego la mia, stacco la ruota davanti e lucchetto anke quella... che non si sa mai... hehehe...
Che anch'io per ora c'ho ancora bisogno delle ruote, almeno finche' non potro' permettermi una macchina...

ciauuuuuuu

davide del giudice said...
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davide del giudice said...

don't worry Pier, è andata bene lo stesso...ora attendiamo i risultati, dovrebbero arrivare ad aprile...anke io sono d'accordo con il continuare la ricerca sugli homeless, e fare qualcosa di buono da parte di un architetto dovrebbe essere la massima soddisfazione...dal viaggio a Los Angeles mi sono soffermato sempre più ad osservarli, oggi ero seduto con loro nella sala d'aspetto a p.susa e li osservavo...poi ne parliamo con calma, magari mi faccio vivo di nuovo su skype ok? la mia webcam e il microfono oramai hanno uno strato di polvere di 1 cm....

per le ruote...ma molalla, le ruote nn te le rubano mica gli homeless...ahahaha...almeno finchè nn sanno dell'esistenza del nostro shelter in cart...ahahahahahah...poi si che sono MInchiareddhri tuoi...ihihihihi